ANNO 2021

pillole 2020 - 28/10/2020

Il Tribunale di Firenze, in data 1 aprile 2020, ha emesso un interessante decreto che assume un rilievo significativo, specie in questo momento di emergenza dovuta alla diffusione del virus Covid-19 .

Vediamo brevemente i fatti.

Un rider di una nota piattaforma di consegna del cibo domicilio promuoveva un ricorso urgente ex art. 700 c.p.c. dolendosi di dover svolgere la propria attività lavorativa in assenza dei dispositivi di protezione individuale  (quali mascherina e gel igienizzanti e prodotti di pulizia dello zaino) a suo tempo richiesti al committente e da questo peraltro consigliati, ma mai consegnati.

Il Decreto del Tribunale dapprima riconduce la figura del rider nell’ambito delle previsioni dell’art. 2, D. lgs. 81/2015 e rileva come il rapporto “pur se qualificabile come autonomo, pare ricondursi a quelli disciplinati dall’art. 2 D. Lgs. 81/2015, per i quali, «in un'ottica sia di prevenzione sia "rimediale", si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato quando la prestazione del collaboratore sia esclusivamente personale, venga svolta in maniera continuativa nel tempo e le modalità di esecuzione della prestazione, anche in relazione ai tempi ed al luogo di lavoro, siano organizzate dal committente» (Cass., 1663/2020)”.

Da ciò, per il Giudice, discende “l’obbligo per il committente nei confronti dei lavoratori di cui al comma 1, a propria cura e spese, al rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

Tanto a detta del Tribunale non era avvenuto e la carenza dei dispositivi di protezione ben poteva comportare per il rider “pregiudizi anche irreparabili” del di lui diritto alla salute.

Per tali motivi il decreto accoglie il ricorso del lavoratore e ordina la piattaforma a fornire allo stesso “mascherina protettiva, guanti monouso, gel disinfettanti e prodotti a base alcolica per la pulizia dello zaino

 

ANNO 2020

pillole 2020 - 28/10/2020

Il Tribunale di Firenze, in data 1 aprile 2020, ha emesso un interessante decreto che assume un rilievo significativo, specie in questo momento di emergenza dovuta alla diffusione del virus Covid-19 .

Vediamo brevemente i fatti.

Un rider di una nota piattaforma di consegna del cibo domicilio promuoveva un ricorso urgente ex art. 700 c.p.c. dolendosi di dover svolgere la propria attività lavorativa in assenza dei dispositivi di protezione individuale  (quali mascherina e gel igienizzanti e prodotti di pulizia dello zaino) a suo tempo richiesti al committente e da questo peraltro consigliati, ma mai consegnati.

Il Decreto del Tribunale dapprima riconduce la figura del rider nell’ambito delle previsioni dell’art. 2, D. lgs. 81/2015 e rileva come il rapporto “pur se qualificabile come autonomo, pare ricondursi a quelli disciplinati dall’art. 2 D. Lgs. 81/2015, per i quali, «in un'ottica sia di prevenzione sia "rimediale", si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato quando la prestazione del collaboratore sia esclusivamente personale, venga svolta in maniera continuativa nel tempo e le modalità di esecuzione della prestazione, anche in relazione ai tempi ed al luogo di lavoro, siano organizzate dal committente» (Cass., 1663/2020)”.

Da ciò, per il Giudice, discende “l’obbligo per il committente nei confronti dei lavoratori di cui al comma 1, a propria cura e spese, al rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

Tanto a detta del Tribunale non era avvenuto e la carenza dei dispositivi di protezione ben poteva comportare per il rider “pregiudizi anche irreparabili” del di lui diritto alla salute.

Per tali motivi il decreto accoglie il ricorso del lavoratore e ordina la piattaforma a fornire allo stesso “mascherina protettiva, guanti monouso, gel disinfettanti e prodotti a base alcolica per la pulizia dello zaino

 

ANNO 2019

pillole 2020 - 28/10/2020

Il Tribunale di Firenze, in data 1 aprile 2020, ha emesso un interessante decreto che assume un rilievo significativo, specie in questo momento di emergenza dovuta alla diffusione del virus Covid-19 .

Vediamo brevemente i fatti.

Un rider di una nota piattaforma di consegna del cibo domicilio promuoveva un ricorso urgente ex art. 700 c.p.c. dolendosi di dover svolgere la propria attività lavorativa in assenza dei dispositivi di protezione individuale  (quali mascherina e gel igienizzanti e prodotti di pulizia dello zaino) a suo tempo richiesti al committente e da questo peraltro consigliati, ma mai consegnati.

Il Decreto del Tribunale dapprima riconduce la figura del rider nell’ambito delle previsioni dell’art. 2, D. lgs. 81/2015 e rileva come il rapporto “pur se qualificabile come autonomo, pare ricondursi a quelli disciplinati dall’art. 2 D. Lgs. 81/2015, per i quali, «in un'ottica sia di prevenzione sia "rimediale", si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato quando la prestazione del collaboratore sia esclusivamente personale, venga svolta in maniera continuativa nel tempo e le modalità di esecuzione della prestazione, anche in relazione ai tempi ed al luogo di lavoro, siano organizzate dal committente» (Cass., 1663/2020)”.

Da ciò, per il Giudice, discende “l’obbligo per il committente nei confronti dei lavoratori di cui al comma 1, a propria cura e spese, al rispetto del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”.

Tanto a detta del Tribunale non era avvenuto e la carenza dei dispositivi di protezione ben poteva comportare per il rider “pregiudizi anche irreparabili” del di lui diritto alla salute.

Per tali motivi il decreto accoglie il ricorso del lavoratore e ordina la piattaforma a fornire allo stesso “mascherina protettiva, guanti monouso, gel disinfettanti e prodotti a base alcolica per la pulizia dello zaino

 
ANNO 2019
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