ANNO 2021

pillole 2019 - 28/10/2020

In data 16 aprile 2019 il Parlamento Europeo ha adottato una Direttiva che stabilisce nuove regole a livello europeo per la protezione delle persone che rivelano violazioni del diritto comunitario in diversi settori (dagli appalti pubblici e servizi finanziari fino alla salute pubblica e alla protezione dei consumatori e dei dati). Ad oggi solo 10 Paesi membri dell’Unione Europea (fra cui l’Italia) hanno adottato leggi in materia di whistleblowing, dunque l’adozione della Direttiva punta a dare nuovo impulso alle legislazioni nazionali sul tema.  Eccone, in sintesi, i contenuti:

  • la Direttiva si applica ai soggetti segnalanti che lavorano nel settore privato o pubblico non solo dipendenti, ma anche lavoratori autonomi, azionisti o membri dell’organo di amministrazione e ad ogni altra persona che lavora sotto la supervisione e la direzione di appaltatori, subappaltatori e fornitori.
  • La Direttiva prevede la possibilità di utilizzare dapprima canali e procedure interne all’ente (fra cui anche canali informatici che siano sicuri). Si prevedono poi canali “esterni” per la segnalazione alle autorità nazionali competenti e da ultimo anche la possibilità – a determinate condizioni – di una segnalazione pubblica.
  • Gli Stati membri dovranno adottare misure necessarie per vietare qualsiasi forma di ritorsione diretta e indiretta nei confronti del segnalante e altresì misure quali l’accesso gratuito a informazioni e consulenze complete e indipendenti nonché assistenza legale nel corso del procedimento.
  • Da ultimo la Direttiva dispone che gli Stati membri prevedano sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive” sia per le persone fisiche o giuridiche che ostacolano i segnalanti o adottano misure ritorsive nei loro confronti, sia nei confronti delle persone che effettuano segnalazioni o divulgazioni pubbliche false.

Purtroppo il nuovo intervento è scoordinato con quelli precedenti già adottati dall’Italia (a differenza di altri Paesi UE) in particolare con la L. 179/2017. I Paesi “più diligenti”, come l’Italia, si troveranno pertanto a dover gestire la duplicità di discipline.

 

ANNO 2020

pillole 2019 - 28/10/2020

In data 16 aprile 2019 il Parlamento Europeo ha adottato una Direttiva che stabilisce nuove regole a livello europeo per la protezione delle persone che rivelano violazioni del diritto comunitario in diversi settori (dagli appalti pubblici e servizi finanziari fino alla salute pubblica e alla protezione dei consumatori e dei dati). Ad oggi solo 10 Paesi membri dell’Unione Europea (fra cui l’Italia) hanno adottato leggi in materia di whistleblowing, dunque l’adozione della Direttiva punta a dare nuovo impulso alle legislazioni nazionali sul tema.  Eccone, in sintesi, i contenuti:

  • la Direttiva si applica ai soggetti segnalanti che lavorano nel settore privato o pubblico non solo dipendenti, ma anche lavoratori autonomi, azionisti o membri dell’organo di amministrazione e ad ogni altra persona che lavora sotto la supervisione e la direzione di appaltatori, subappaltatori e fornitori.
  • La Direttiva prevede la possibilità di utilizzare dapprima canali e procedure interne all’ente (fra cui anche canali informatici che siano sicuri). Si prevedono poi canali “esterni” per la segnalazione alle autorità nazionali competenti e da ultimo anche la possibilità – a determinate condizioni – di una segnalazione pubblica.
  • Gli Stati membri dovranno adottare misure necessarie per vietare qualsiasi forma di ritorsione diretta e indiretta nei confronti del segnalante e altresì misure quali l’accesso gratuito a informazioni e consulenze complete e indipendenti nonché assistenza legale nel corso del procedimento.
  • Da ultimo la Direttiva dispone che gli Stati membri prevedano sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive” sia per le persone fisiche o giuridiche che ostacolano i segnalanti o adottano misure ritorsive nei loro confronti, sia nei confronti delle persone che effettuano segnalazioni o divulgazioni pubbliche false.

Purtroppo il nuovo intervento è scoordinato con quelli precedenti già adottati dall’Italia (a differenza di altri Paesi UE) in particolare con la L. 179/2017. I Paesi “più diligenti”, come l’Italia, si troveranno pertanto a dover gestire la duplicità di discipline.

 

ANNO 2019

pillole 2019 - 28/10/2020

In data 16 aprile 2019 il Parlamento Europeo ha adottato una Direttiva che stabilisce nuove regole a livello europeo per la protezione delle persone che rivelano violazioni del diritto comunitario in diversi settori (dagli appalti pubblici e servizi finanziari fino alla salute pubblica e alla protezione dei consumatori e dei dati). Ad oggi solo 10 Paesi membri dell’Unione Europea (fra cui l’Italia) hanno adottato leggi in materia di whistleblowing, dunque l’adozione della Direttiva punta a dare nuovo impulso alle legislazioni nazionali sul tema.  Eccone, in sintesi, i contenuti:

  • la Direttiva si applica ai soggetti segnalanti che lavorano nel settore privato o pubblico non solo dipendenti, ma anche lavoratori autonomi, azionisti o membri dell’organo di amministrazione e ad ogni altra persona che lavora sotto la supervisione e la direzione di appaltatori, subappaltatori e fornitori.
  • La Direttiva prevede la possibilità di utilizzare dapprima canali e procedure interne all’ente (fra cui anche canali informatici che siano sicuri). Si prevedono poi canali “esterni” per la segnalazione alle autorità nazionali competenti e da ultimo anche la possibilità – a determinate condizioni – di una segnalazione pubblica.
  • Gli Stati membri dovranno adottare misure necessarie per vietare qualsiasi forma di ritorsione diretta e indiretta nei confronti del segnalante e altresì misure quali l’accesso gratuito a informazioni e consulenze complete e indipendenti nonché assistenza legale nel corso del procedimento.
  • Da ultimo la Direttiva dispone che gli Stati membri prevedano sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive” sia per le persone fisiche o giuridiche che ostacolano i segnalanti o adottano misure ritorsive nei loro confronti, sia nei confronti delle persone che effettuano segnalazioni o divulgazioni pubbliche false.

Purtroppo il nuovo intervento è scoordinato con quelli precedenti già adottati dall’Italia (a differenza di altri Paesi UE) in particolare con la L. 179/2017. I Paesi “più diligenti”, come l’Italia, si troveranno pertanto a dover gestire la duplicità di discipline.

 
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