07/01/2022

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COMMERCIALISTI MILANO: REQUISITI TROPPO STRINGENTI PER L’ESPERTO NEGOZIATORE NELLA CRISI DI IMPRESA

«Siamo perplessi e preoccupati dalla interpretazione che il CNDCEC prima e il Ministero poi hanno dato alla norma relativa ai requisiti che deve avere l’esperto indipendente nella composizione negoziata della crisi», dichiara Marcella Caradonna Presidente dell’ODCEC di Milano. «Nel merito, ci pare corretto segnalare che i requisiti identificati appaiono troppo stringenti e conducono di fatto a escludere da queste attività tanti professionisti che, in realtà, hanno le competenze che la norma richiede per il ruolo che sono chiamati a svolgere. Nella relazione illustrativa a commento del D.L. 118/2021, infatti – prosegue Caradonna – si specifica che
l’Esperto è una figura terza e indipendente “chiamata a verificare costantemente le funzionalità e l’utilità delle trattative e l’assenza di atti pregiudizievoli per i creditori” e specifica inoltre che “la
competenza nelle tecniche di facilitazione… agevolerà lo svolgimento di tali funzioni”.
In questa ottica, come detto, sono molti i Commercialisti che hanno acquisito a vario titolo tali esperienze nel risanamento e nella ristrutturazione delle crisi aziendali.
Il modello di presentazione della domanda messo a disposizione lo scorso novembre dal CNDCEC, invece, indica un elenco specifico nel quale si fa riferimento esclusivamente a coloro
che hanno assunto nelle aree sopracitate un ruolo formale.
Il Ministero, con provvedimento del 29 dicembre 2021, poi, ha seguito tale orientamento, rendendolo ancora più vincolante con l’esclusione esplicita dei curatori e il vincolo ad un numero minimo di procedure eseguite.
La crescente crisi economica connessa all’emergenza sanitaria – prosegue la Presidente Caradonna – conduce, purtroppo, alla previsione di migliaia di istanze: una selezione con parametri eccessivamente restrittivi può facilmente generare un problema organizzativo e gestionale oltre che l’impossibilità di prevedere una concreta turnazione negli incarichi, oggi considerata di estrema importanza in tutti i contesti.
In questa fase di avvio – conclude la Presidente Caradonna – una lettura differente del dettato normativo e più coerente con la “ratio legis” risulta indispensabile per dare concretezza ed efficacia a uno strumento che, nell’auspicio di tutti, deve essere un ausilio strategico alle imprese nel salvataggio del tessuto economico italiano»

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