Pillola 12 - 24 marzo 2020 - Indennità di maternità per l’amministratrice di società iscritta alla gestione separata

ott 28, 2020, 15:39 by Author
La Corte d’appello di Milano confermava la sentenza di primo grado che aveva riconosciuto a una lavoratrice...

La Corte d’appello di Milano confermava la sentenza di primo grado che aveva  riconosciuto a una lavoratrice, iscritta a gestione separata INPS in quanto amministratrice di società, l’indennità di maternità per il periodo di astensione obbligatoria.

Secondo il Collegio di merito “non ostava alla percezione della suddetta indennità il fatto che l’appellata avesse ricevuto in tale periodo il compenso per la carica di amministratore” considerato che “il pagamento di tale emolumento, non significava di per sé prestazione dell’attività lavorativa relativa alla carica”

 L’INPS proponeva ricorso per cassazione.

La Sezione Lavoro della Suprema Corte con la sentenza n. 7089 del 12 marzo 2020 ha rigettato il ricorso dell’Istituto.

Secondo la sentenza in commento, la tutela della maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata (nella disciplina operante ratione temporis e dunque ante L. 81/2017) “è caratterizzata da un duplice obiettivo: tutelare la salute della donna e del nascituro, soprattutto attraverso lo strumento dell’astensione dal lavoro ed introdurre una provvidenza economica di sostegno alla maternità per il periodo di astensione dal lavoro” 

Per la Suprema Corte “non osta quindi alla percezione dell’indennità di maternità la sussistenza di redditi che siano collegati all’effettiva prestazione di attività lavorativa” come avvenuto nel caso di specie in cui la lavoratrice “ha percepito l’indennità per la carica di amministratore di s.r.l. pur non avendo prestato attività pur non avendo prestato attività lavorativa, come la stessa ha attestato con le forme previste dall’art. 5 del D.M. del 2007 e non è stato contestato in fatto dall’INPS”.


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