Al termine di due mandati intensi e profondamente trasformativi, Marcella Caradonna lascia la Presidenza dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano, un percorso lungo quasi nove anni segnato da ascolto, innovazione e rafforzamento del ruolo istituzionale dell'Ordine.
Domanda. Presidente Caradonna, che sentimento prevale riguardo questi anni?
Risposta. È un'esperienza che mi resterà nel cuore. Quando i colleghi mi hanno dato fiducia per la prima volta si avvertiva forte il bisogno di cambiamento. Ho vissuto questo ruolo come un servizio alla comunità professionale, con attenzione alle persone e alla complessità della nostra professione.
D. L'ascolto è stato spesso indicato come cifra del suo mandato.
R. Sì, perché ogni decisione è nata dal confronto: assemblee, commissioni, riunioni formali e informali. Ho voluto dare voce anche ai colleghi meno visibili, a chi lavora ogni giorno in silenzio e rappresenta l'identità vera della professione.
D. Supporto, equità, pluralità e dialogo: come si sono tradotti in azioni concrete?
R. Abbiamo lavorato per non lasciare indietro nessuno: attenzione al singolo professionista, ai piccoli studi, ai collaboratori e alle aggregazioni. Milano è una realtà plurale e l'ordine deve riconoscere questa ricchezza, garantendo ascolto ed equa rappresentanza.
D. Un pilastro è stata la formazione.
Ogni anno realizziamo oltre 350 eventi, molti dei quali richiesti anche da altri Ordini per l'elevata e qualità. Tutta la formazione è stata resa gratuita sia in presenza che online e on demand. Abbiamo inoltre avviato un protocollo con una società di lavoro interinale per formare risorse specializzate per gli studi.
D. Importanti anche i rapporti istituzionali.
R. Penso al servizio innovativo con all'Agenzia delle Entrate: oltre 250 casi risolti grazie a un canale diretto di supporto ai colleghi e ai numerosi protocolli con il Tribunale, dall'amministrazione di sostegno ai beni confiscati, fino all'inserimento dei giovani come ausiliari del giudice.
D. L'Ordine ha investito molto nella trasformazione digitale.
R. Abbiamo digitalizzato il registro dei tirocinanti con il supporto dell'intelligenza artificiale, albo e la gestione dei crediti formativi. Parallelamente abbiamo accompagnato gli studi con corsi avanzati sul IA e con la formazione anche di collaboratori e dipendenti.
D. Grande attenzione ai giovani, all'inclusione.
R. Per i tirocinanti e i neoiscritti abbiamo creato percorsi gratuiti, bacheche dedicate e una Commissione Giovani permanente. Sul fronte dell'inclusione abbiamo adottato un piano strategico per le pari opportunità, uno sportello antidiscriminazioni e ottenuto la certificazione sulla parità di genere.
D. Che Ordine lascia oggi?
R. Un Ordine autorevole, riconosciuto a livello nazionale, centro di cultura, innovazione e nuove opportunità professionali. Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro della struttura, di entrambi i Consigli che mi hanno accompagnato, e dei tanti colleghi che hanno partecipato attivamente. A loro va il mio grazie più sincero.

